Confini tra terra e lingua

Questa nuova sezione accoglierà nelle prossime settimane storie e interviste di molti conoscitori del settore enologico del Collio, esperti del Marketing del Vino, persone che vivono in stretto contatto con questa realtà, con la sua storia e la sua cultura. Vogliamo creare una parte del blog dedicata unicamente alle persone, agli uomini, che hanno fatto di questa terra una ricchezza sia nel nome che nel suo patrimonio.

Questa pagina parte con un’intervista esclusiva a Slavica Radinja, neolaureata in Linguistica applicata presso l’Università di Ljubljana, con una tesi un po’ particolare che ha per oggetto uno studio analitico dei termini dialettali nel settore agricolo, ma in particolare enologico del suo paese, San Mauro in Gorizia.

Slavica, come è nata questa tua ricerca, qual è il motivo che ti ha spinto ad approfondire questa tematica?

Due ragioni fondamentali mi hanno spinto verso questa: l’amore verso la mia terra e il mio paese, comune a molti sloveni in Italia. San Mauro è un paese piccolo, spesso neanche i goriziani stessi lo conoscono. Così ho pensato perché non valorizzarlo in questo modo? In secondo luogo studiando a Ljubljana e conoscendo persone provenienti da tutta la Slovenia ho imparato ha dare maggior valore ai dialetti. Questo ha portato alla decisione di scrivere una tesi sul dialetto di San Mauro, concentrandomi sui termini usati nella viticoltura.

In effetti il Collio è stato storicamente sempre una zona un po’ particolare: dal III secolo d.C. con l’influenza dei romani, fino all’età contemporanea con gli austroungarici (nel 1800-1900) e il passaggio di diversi eserciti nazionali nelle due guerre mondiali, dal 1914. Come consideri l’influsso di tante persone di appartenenze linguistiche così diverse sui dialetti locali?

Il dialetto è quella parte della lingua che ci può far sapere della storia di un luogo. Parole provenienti da altre lingue o altri dialetti indicano sempre la presenza di altre culture sul territorio. Molte parole infatti derivano dal tedesco e sono risalenti al periodo austroungarico. Spesso queste parole sono presenti su una vasta area della Slovenia. Oltre al tedesco si possono notare nel lessico anche parole provenienti dall’italiano e dal friulano. Infine, ho potuto concludere che molte parole sono provenienti dalle lingue romanze, il che indica l’importanza di entrambe le culture sul territorio.

Oggi la lingua viene vista come un mezzo per comunicare valori, immagini, desideri, emozioni. Che benefici può apportare la preservazione della lingua o di un dialetto di un determinato luogo (come San Mauro) nel territorio del Collio?

Penso che la lingua materna sia quella che determina in maggior modo l’essere di una persona. Oggi si parla spesso di multiculturalità. Secondo me è essenziale conoscere bene se stessi e le proprie radici per poter apprezzare al massimo la cultura e le tradizioni di altre persone provenienti da paesi diversi. Il dialetto determina certamente una connessione con la propria terra che la lingua standard difficilmente riesce a dare. L’uso del dialetto può produrre benefici in quanto le persone che lo parlano sentono di più una connessione con la propria terra e sono perciò più motivate a conservarla, curarla e promuoverla.

… l’’intervista continua! … alla prossima puntata!

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